Accanto alla criminalità percepita quotidianamente dai cittadini – rapine, aggressioni, furti, scippi – c’è n’è una ben ramificata, ma nascosta, subdola, pericolosa in campo economico e sociale: la criminalità organizzata. È quanto spiega il colonnello Stefano Polo, comandante della Dia di Milano, la Direzione investigativa antimafia, organismo interforze composto dalla polizia di Stato, dai carabinieri e dalla guardia di finanza. «Le organizzazioni criminali nostrane e straniere – spiega – si sono potentemente inserite a Milano, l’area italiana di maggiore consistenza economica e produttiva. Il loro scopo è quello di ottenere profitti attraverso la gestione ed il controllo di attività economiche e imprenditoriali». «A differenza di quanto accade in altre regioni – aggiunge – in Lombardia l’attività mafiosa cerca di evitare reati vistosi, come avviene nel Sud, tiene un basso profilo per non dare nell’occhio».Colonnello, quali sono i settori più colpiti da queste attività criminali?«La ’ndrangheta opera non solamente nel traffico di stupefacenti, armi ed estorsioni, ma in tutto il mercato economico-finanziario. “Cosa Nostra” si è inserita invece in settori che offrono nuovi sbocchi di arricchimento: crea collegamenti con professionisti o coloro che, abbisognando di danaro, non possono ottenerlo legalmente, e spesso ricorre allo strumento societario avvalendosi di prestanome.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273933
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